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Editoriale
Fernando Franco SJ
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Definire la struttura della riflessione
Fernando Franco SJ
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Una risposta dall’America Latina e dalla Bolivia
Xavier Albó SJ
Dopo secoli di marginalizzazione e di sfruttamento delle culture indigene, sembra che si stia diffondendo, in tutta l’America Latina, una corrente di recupero e di rispetto di quelle stesse culture e dei loro valori; recupero di cui la Bolivia, con il suo governo presieduto da un Aymara, può essere un referente. Questa corrente si registra, in maniera più o meno evidente, in altri paesi dell’area e anche all’interno della Compagnia, con un impegno che non può che essere proiettato nel lungo periodo.
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Un’esperienza di lavoro con le popolazioni indigene del sud della Bolivia
Fernando Alvarado SJ
La ACLO è lo strumento attraverso il quale la Compagnia ha accompagnato, in Bolivia, i processi di trasformazione che hanno permesso di passare da una visione classica degli indigeni campesinos piegati dalla povertà e dallo sfruttamento a un loro recupero come protagonisti della propria storia.
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Lettera aperta
Jerónimo Hernández SJ
L’oppressione e lo sfruttamento dei popoli indigeni non hanno avuto fine con la conquista e le espulsioni che questa ha comportato. I cambiamenti culturali, figli della globalizzazione, e le conseguenze dell’applicazione universale di un modello economico unico, basato sull’accumulazione della ricchezza, ne compromettono la sopravvivenza e costituiscono una complessa sfida per la Compagnia, così come un motivo di riflessione sulla forza del nostro impegno.
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Le popolazioni tribali e indigene: le più emarginate del mondo
Christopher Lakra SJ
L’economia globalizzata impone strutture sociali e di sviluppo industriale che minacciano di estinzione le popolazioni indigene, di giorno in giorno più marginalizzate e sfruttate, private delle proprie terre, delle loro risorse naturali, e della loro cultura. La Compagnia deve rinnovare il proprio impegno e le proprie strutture a tutela di queste popolazioni emarginate.
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Gli Adivasi oggi e il loro mondo
Alfred Toppo SJ
L’eredità culturale degli Adivasi, abitanti originari dell’India, rischia di scomparire definitivamente, travolta dalla globalizzazione. Nuove iniziative socio-politiche ed economiche cercano di dare una risposta al problema. Il lavoro che i gesuiti portano avanti “al fianco” degli Adivasi si inquadra nel più generale impegno della Compagnia di Gesù in favore dei poveri e degli emarginati.
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Le popolazioni indigene: un punto di vista dal Gujarat
Xavier Manjooran SJ
Nonostante la Dichiarazione delle Nazioni Unite garantisca loro il diritto allo sviluppo, in accordo con i propri bisogni e interessi, i popoli indigeni continuano a essere sfruttati ed espropriati delle loro terre, e delle risorse che queste nascondono. La liberalizzazione e il processo di sanscritizzazione contribuiscono ad annullarne l’identità culturale, modificando i loro stili di vita e valori tradizionali. L’impegno dei gesuiti in favore degli emarginati e dei poveri del Gujarat deve portare alla collaborazione con soggetti terzi, attraverso la creazione di reti con realtà locali, nazionali e internazionali.
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Alcuni commenti dalla Malaysia
Joseph Fung SJ
Brevi note sull’omologazione delle popolazioni indigene della Malaysia, frutto della globalizzazione economica e culturale.
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Popolazioni indigene – una prospettiva australiana
Brian F. McCoy SJ
I popoli indigeni australiani condividono alcune caratteristiche con i popoli della Nuova Zelanda, del Canada e degli Stati Uniti quali, per esempio, i più elevati indici di marginalizzazione, povertà e mancanza di formazione; e questo, nonostante vivano in paesi ricchi e possiedano, formalmente, disposizioni normative non razziste. L’esproprio delle loro terre, dei loro valori, e della loro cultura è la triste eredità della colonizzazione. D’altra parte, la globalizzazione è vista da alcuni popoli indigeni come una via per sfuggire a un destino di povertà e marginalizzazione.
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Popolazioni indigene ed emarginazione: Appunti dall’Ontario, Canada
Michael Murray e collaboratori SJ
La realtà sociale delle popolazioni indigene dell’Ontario versa oggi in condizioni deplorevoli. Nonostante le Riserve mostrino segni di un progresso materiale, questi non si traducono in un reale cambiamento. Tutto ciò è ascrivibile all’assenza di programmi chiari, capaci di incidere in maniera adeguata su un tessuto sociale segnato da forte degrado e abbandono.
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Aggiornarsi: una sfida continua
Giacomo Costa SJ
A partire dal Concilio Vaticano II, l'aggiornamento, come processo di rinnovamento continuo, scevro di ogni connotazione rivoluzionaria, si è imposto quale scelta programmatica di una Chiesa attenta a cogliere i “segni dei tempi” e a interpretarli alla luce del Vangelo. Operazione non scontata, oggi, in una società in cui la fede sembra aver perso la sua rilevanza. L’autore mette in evidenza due punti cruciali di questo aggiornamento: l’impegno in favore di una democrazia compiuta e la promozione di una cultura laica.
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La fede cristiana esige giustizia e riconciliazione
Gabino Uríbarri SJ
Analisi dei contributi apportati da ciascuno degli articoli del Credo niceno-constantinopolitano al tema della fede, della giustizia e della riconciliazione.
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La fede che porta alla giustizia e alla riconciliazione in un mondo multiculturale e multireligioso
Alfredo Ferro SJ
La presenza quotidiana del diverso fa sì che l’esperienza di fede debba essere vissuta partendo dal rispetto della diversità, dall’amore verso “l’altro”, verso chi non è “uguale” a noi. È necessario mettere in discussione le “verità” che ci sono state insegnate come se fossero l’unica verità, e riconoscere il valore di tutto ciò che è “altro”: vale a dire, non solo degli altri individui, ma anche delle altre culture, delle altre società, e perfino delle altre religioni.
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“Il concetto di giustizia al secondo sinodo per l’Africa”
Paul Béré SJ
Come coniugare l’idea di una giustizia distributiva, propria della tradizione romana (suum cuique tribuere), con il concetto biblico di giustizia, che fa leva sul rispetto dell’Alleanza? Nei documenti del secondo sinodo per l’Africa si riconosce che, sebbene il concetto di giustizia dominante resti quello di “rendere a ciascuno il suo”, il ricorso a una dimensione trascendente rimane conditio sine qua non per la realizzazione di una giustizia distributiva.
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La nostra fede come gesuiti oggi: una prospettiva indiana
Veluswamy Jeyaraj SJ
L’India, culla di grandi religioni e meta di pellegrinaggi, vive ancora oggi il paradosso di essere al contempo un paese di grandi ingiustizie e pratiche indicibili. I gesuiti devono pianificare e portare avanti la loro missione “come uomini per gli altri e con gli altri”. La giustizia, la riconciliazione e la pace devono arrivare a essere il collante che lega insieme le diverse fedi e le molteplici ideologie del paese.
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Drongen: convergenze e divergenze
Frank Turner SJ
La riflessione sulla complessità e sugli aspetti fondamentali della crisi economica internazionale – quello relativo al sistema economico e quello concernente la natura psicologica, morale e sociale della crisi stessa – pone in evidenza il nesso che lega la situazione attuale alla ancor più drammatica crisi ecologica mondiale e alle diffuse realtà di povertà riscontrabili in tutto il mondo.
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Rapporto sulla discussione di Drongen
William Ryan SJ
Con un forte carattere interdisciplinare e interreligioso, l’ultima enciclica papale conferma l’inseparabile relazione dell’amore (della fede) con la giustizia, respingendo l’approccio più limitato della ragione, che conduce al riduzionismo, in favore del più ampio concetto di ragione, in dialogo costante con la fede.
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Uno sguardo europeo alla crisi internazionale
Jon Sagastagoitia SJ
La crisi economica globale mette in discussione il modello liberista e la sua sostenibilità. Le domande che da questo derivano daranno luogo a nuovi modelli economici, a nuovi rapporti tra i distinti attori, e a nuovi valori che richiederanno decisioni politiche e gestionali. Si devono analizzare in prospettiva storica eventi come la presenza cinese in Africa.
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La postmodernità apre nuove prospettive all’evangelizzazione
Hugues Delétraz SJ
Il passaggio dalla modernità alla postmodernità sembra porre nuove prospettive all’evangelizzazione della Chiesa. L’annuncio del Vangelo a una società postmoderna sarà credibile solo se la Chiesa riuscirà a non offrire di sé un volto premoderno. L’invito del Concilio Vaticano II a “riconoscere i segni dei tempi” diventa allora conditio sine qua non perché la Chiesa possa portare avanti la sua missione di annuncio del Regno di Dio.
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Agricoltura ecosostenibile e commercio ecologico: Un centro di formazione per l’agricoltura dei gesu
Greg Soetomo SJ
Attraverso la rotazione delle colture, l’utilizzo di concimi d’origine animale e il controllo biologico degli infestanti l’agricoltura ecosostenibile cerca di limitare quelli che sono gli effetti deleteri dell’agricoltura convenzionale sull’ambiente. Soltanto coniugando ricerca del profitto e sostenibilità è possibile dare una risposta alle preoccupazioni riguardanti l’ecosistema e offrire, al tempo stesso, un futuro a quattro miliardi di persone lasciate indietro dalla globalizzazione. In quest’ottica si inquadra il lavoro che il Centro di Formazione per l’Agricoltura dei gesuiti portato avanti in Indonesia.
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Cristologia e testimonianza profetica nella Caritas in Veritate
Christopher S Collins SJ
La visione cristologica di papa Benedetto XVI nella sua prima enciclica sociale approfondisce le caratteristiche della fratellanza come fondamento per lo sviluppo dei popoli, procedendo a una critica della visione trascendente dell’uomo e dei misteri della Trinità e della Trasfigurazione. Fratellanza come fondamento di una carità che va oltre la semplice giustizia; di una carità a favore dello sviluppo dei popoli, coltivata nell’incontro liturgico dell’Eucarestia, che annulla l’io, e lo trasforma in un noi che, come un unico corpo in Cristo, aspiriamo alla salvezza dei redenti per amore del Padre.
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In cerca di un combustibile per il fuoco dei nostri cuori
Jinhyuk Park SJ
Territorio ricco di immense risorse naturali e minerali, e al contempo terra di grandi contraddizioni, lo Stato del Jharkhand deve portare i gesuiti a riscoprire la vera missione della Compagnia e a farsi promotori dell’assoluto valore e sacralità dei deboli e degli emarginati.
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Ricordando Jean-Yves Calvez SJ
H. Madelin, B. Cassaigne, P. de Charentenay
Nato a Saint-Brieuc (Francia), il 3 febbraio 1927, Jean-Yves Calvez entrò giovanissimo – 16 anni – nella Compagnia di Gesù. Ci ha lasciati la mattina dell’11 gennaio 2010. Rimane uno dei maggiori "pensatori sociali” del XX secolo.
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