Da Alcalá 2000 a Los Negrales 2009: un cammino ricco e fecondo
Siamo stati circa un centinaio di persone ad aver partecipato alle Giornate Sociali 2009 (Jornadas Sociales 2009) organizzate dalla Commissione Interprovinciale dell’Apostolato Sociale delle province spagnole. C’erano diversi volti amici, a partire da Higinio Pi e dagli altri coordinatori dell’apostolato sociale delle cinque province spagnole, poi tanti laici e laiche che insieme ai gesuiti sono impegnati nei vari centri sociali della Spagna, alcuni gesuiti in formazione e altri provenienti dal Portogallo, dall’Italia e da Bruxelles. Per tutto il tempo dell’incontro sono stati presenti anche i provinciali spagnoli, un segno ben concreto di interesse e attenzione al settore sociale.
Insomma un gruppo numeroso e molto vario al suo interno, che si ritrovava di nuovo insieme a distanza di diversi anni. Infatti, dalla precedente edizione, tenutasi ad Alcalá nel 2000, ad oggi si erano tenute solo riunioni o incontri a livello settoriale (migrazioni, minori, Missione operaia, Fomento social, cooperazione internazionale), ma nessun incontro di tutto il settore sociale.
Di cose importanti in questi nove anni ne sono accadute nel settore sociale spagnolo, come è stato ricordato nell’intervento fatto da Paxti Álvarez e Álvaro Alemany. Con mia profonda sorpresa ho appreso che nove anni fa non esisteva quasi nessuna delle opere che oggi conosciamo. L’incontro di Alcalá con la scelta dei tre campi di azione (minori, migrazioni e cooperazione internazionale) ha dato un input incredibile. È ben comprensibile il sentimento di gratitudine che tutti i partecipanti hanno manifestato ricordando questa storia, che si va ad intrecciare anche con la loro storia personale. E questo è venuto chiaramente fuori nei lavori di gruppo.
E il futuro? Il futuro sta nel documento presentato sugli elementi che caratterizzano (rasgos) un’opera sociale gesuita, una sorta di manuale composto da vari punti che serve ad aver un’idea più chiara di ciò è essenziale nel modo di procedere ignaziano. Ma il futuro sta anche, se non soprattutto, nel buon clima che si è respirato fra i partecipanti, un segno quanto mai importante e promettente pensando al processo in corso di unificazione delle province spagnole. A far da sfondo all’incontro c’è stata la crisi economica di questi mesi, crisi quanto mai dura in Spagna con previsioni di disoccupazione al 20%. Gabriel Pérez Alcalá, direttore dell’ETEA, parlando della crisi, delle sue cause e delle possibili conseguenze, ha rimarcato con forza un concetto: la crisi costituisce un’opportunità per ribaltare un sistema economico e di valori che non condividiamo. Ha lasciato il segno la sua citazione a proposito della cultura pubblicitaria di oggi del tener todo, ahora, fácilmente, porque yo lo valgo, y como sea (avere tutto, ora, facilmente, perché lo valgo, e non importa come). Tornava spesso nei discorsi fatti, davvero una buona sintesi in perfetto stile pubblicitario dell’individualismo di questi anni che desideriamo mutare. Mi sembra che questa sia una delle frontiere a cui fa cenno la Congregazione Generale 35ª. Una frontiera ben concreta, soprattutto per l'occidente.
Giuseppe Riggio SJ