La Compagnia di Gesù e l'acqua come bene comune - due esempi
1) La prima guerra dell’acqua
È risaputo che Cochabamba (Bolivia) è il primo posto nel mondo in cui si sia combattuta una guerra per l’acqua. La cosiddetta “Guerra dell’Acqua” di Cochabamba del 2000, viene solitamente spiegata a partire dalla protesta dei consumatori urbani contro l’aumento delle tariffe, ma il conflitto è stato molto più di questo: la privatizzazione dell’acqua in paesi come la Bolivia con circa il 40% della popolazione rurale che vive dell’agricoltura di sussistenza, con quasi il 70% della popolazione indigena ripartita in comunità e periferie urbane povere.
Il problema della privatizzazione dell’acqua a Cochabamba riguarda diversi aspetti:
(i) Le tariffe dei consumatori.
(ii) Le condizioni che ruotano intorno alla privatizzazione e il grado degli effetti sui sistemi dell’acqua potabile collettivi o comunitari.
(iii) Il diritto dell’impresa privatizzata di disporre delle risorse idriche alle quali hanno accesso le comunità rurali e i sistemi di irrigazione agricoli, e inoltre gli effetti sui diritti degli indigeni.
(iv) L’impatto a livello della cultura dell’acqua presente nella regione e inoltre un impatto di maggior entità e di lunga durata a livello del significato sociale dell’acqua.
(v) L’impatto provocato dalle leggi di protezione agli investimenti per i diritti delle donne.
I gesuiti, grazie all’appoggio del Centro Multidisciplinare Vicente Cañas, hanno partecipato alla lotta che la città di Cochabamba in Bolivia ha portato avanti per impedire che la compagnia multinazionale (dipendente dalla Betchel) privatizzasse tutta la somministrazione di acqua della città.
La questione era molto complicata perché c’erano vari interessi e parti in causa. La “Coordinadora” (Coordinatrice in Difesa dell’Acqua e della Vita) che venne istituita dovette trovare delle soluzioni e negoziare con il governo della Bolivia, il comune che stipulò il contratto con la multinazionale, gli agricoltori che beneficiavano della portata del fiume Tinari, e infine i consumatori. La lotta è stata lunga e la Coordinazione, un’organizzazione orizzontale che raggruppa un gran numero di organizzazioni di base, ha incontrato notevoli difficoltà. La gente si è riversata nelle strade, sono seguiti degli scontri e alla fine il governo ha dovuto cedere davanti alla massiccia protesta popolare.
L’acqua come bene di tutti ha vinto la prima guerra per il diritto all’acqua.
2) L’Amazzonia come priorità apostolica della Compagnia in America Latina
La Compagnia di Gesù in America Latina ha scelto la regione amazzonica come uno dei suoi spazi prioritari per l’azione apostolica.
L’Amazzonia brasiliana da sola occupa un’area di più di 7 milioni di chilometri quadrati che corrisponde al 5% della superficie del pianeta e quasi il 40% della regione sudamericana. Essa possiede il 20% della disponibilità mondiale di acqua dolce non ghiacciata e il 34% delle riserve forestali mondiali. Il sistema fluviale amazzonico è composto da più di un migliaio di fiumi, ivi incluso quello più lungo del mondo: il Rio delle Amazzoni, fin dalla sua sorgente in Perù. I sedimenti fertili del fiume arrivano fino ai Carabi. Questa ricchezza spiega il fatto che si sia arrivati a proporre la “internazionalizzazione” dell’Amazzonia, a carico di un’entità sovrannazionale, proposta rifiutata dal Brasile e dai paesi interessati.
Ci sono molte ragioni che spiegano la crescente vulnerabilità idrologica:
(i) Il surriscaldamento globale;
(ii) La crescente deforestazione;
(iii) Lo sfruttamento di idrocarburi e minerali a cielo aperto;
(iv) L’estrazione dell’oro che genera inquinamento a causa del mercurio, creando degli squilibri ecologici con conseguenze sulla salute umana;
(v) I grandi sprechi di petrolio;
(vi) I procedimenti produttivi ed estrattivi che generano insostenibilità.
I gesuiti lavorano nel Gruppo Itinerante dalla città di Manaus. Lavorano in un gruppo apostolico misto: religiosi e religiose di varie congregazioni e laici (uomini e donne). Il loro lavoro principale consiste nel percorrere con la barca la conca amazzonica, in un’integrazione continua di fede e giustizia, collaborare alla catechizzazione e lavorare alla creazione di piattaforme che lottano per la preservazione dell’ambiente e dei diritti degli indigeni.
Il centro Servizio di Azione, Riflessione e Educazione Sociale/SARES di Manaus sta lavorando per la ricerca sociale dando appoggio al gruppo itinerante. Esso assicura il lavoro del Vescovo della diocesi e promuove l’organizzazione di conferenze e seminari sulla formazione politica e sulla difesa dell’ambiente. I suoi membri hanno la convinzione che senza un’analisi sociale ed economica e una formazione politica seria non sarà possibile per gli indigeni superare le fortissime pressioni esterne.
(Fernando Franco SJ)