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    Archivio: newsletters successive a marzo 2009


    Vol. XX, No. 15 7 dicembre 2016

    PADRE GENERALE

    Beirut: Addio Peter-Hans Kolvenbach

    Il Padre Generale Arturo Sosa è stato a Beirut dal 29 novembre al 1 dicembre per il funerale dell'ex Superiore Generale Peter-Hans Kolvenbach, che si è spento serenamente il 26 novembre 2016. Il funerale del P. Kolvenbach è stato celebrato a Beirut, in Libano, il 30 novembre 2016, giorno in cui avrebbe compiuto 88 anni.

    La messa è stata presieduta dal Provinciale del Vicino Oriente e Maghreb, il Padre Dany Younès secondo il rito latino. Il Padre Generale Arturo Sosa ha pronunciato l'omelia.

    Alla fine della messa, durante la benedizione finale, i sacerdoti di rito armeno hanno guidato le preghiere e i canti. Il P. Kolvenbach era di rito armeno.

    Il P. Kolvenbach è stato il primo Superiore Generale dei gesuiti ad appartenere a uno dei riti orientali della Chiesa Cattolica. È anche il primo Superiore Generale a morire e ad essere sepolto fuori da Roma. Il gruppo degli scout della scuola dei gesuiti Notre Dame de Jamhour ha offerto il picchetto d'onore all'inizio e alla fine della messa. Il coro della scuola ha provveduto ai canti.

    Al funerale erano presenti, tra gli altri, il Patriarca dei Maroniti Béchara Boutros Raï, il Patriarca Cattolico Armeno Gregorio Pietro XX Ghabroyan, il Nunzio Apostolico Mons. Gabriele Caccia, il Vicario Latino Mons. César Essayan, e alcuni vescovi di differenti riti orientali (sia cattolici che ortodossi). Era presente anche una delegazione ufficiale dell'ufficio del Presidente del Libano, che includeva alcuni ministri, come pure alcuni membri del corpo diplomatico in rappresentanza di diversi Paesi in Libano.

    Il Padre Generale, il P. Antoine Kerhuel e il P. Patrick Mulemi hanno rappresentato la Curia.


    CONGREGAZIONE GENERALE 36

    Il mondo è la nostra casa

    L'espressione di Jéronimo Nadal (1507-1580), "il mondo è la nostra casa", ha svolto un ruolo preponderante nelle conversazioni tra i membri della 36ª Congregazione Generale a Roma. Il P. Dermot Preston, S.J., della Provincia Britannica, è forse quello che l'ha espressa meglio in un blog che illustrava la conclusione della 36ª CG: "E inaspettatamente, è finita. Tutte le votazioni sono state fatte. Tutti i documenti sono stati scritti. Tutte le cose che potevano essere completate, lo sono. Ci troviamo improvvisamente all'ultimo giorno, con la messa conclusiva di questa sera e con gli addii a partire da stanotte. Lo abbiamo saputo solo ieri. È un po' irreale. Rivedrò alcuni dei gesuiti che stavano con me nell'Aula, la prossima settimana a Londra; altri non li rivedrò. Siamo pellegrini di passaggio, creiamo comunità nei luoghi in cui viaggiamo, chiudiamo e riapriamo comunità in crocevia sempre più distanti, facciamo lunghi viaggi in varie destinazioni ancora sconosciute".


    DALLA CURIA

    Il P. Dexter Gray (Sri Lanka) ha pronunciato i voti solenni durante una messa presieduta dal Padre Generale il 21 novembre. Durante la 36ª Congregazione Generale, il Padre Generale ha nominato il P. Gray prossimo Provinciale dello Sri Lanka. L'incarico di Provinciale avrà inizio dall'8 dicembre 2016. Negli ultimi due anni, il P. Gray ha lavorato presso la Curia Generalizia come assistente dell'economo.

     

    Il P. Norbert Frejek (PME) ha pronunciato gli ultimi voti nella Compagnia alla messa presieduta dal Padre Generale il 3 dicembre 2016 (Festa di San Francesco Saverio). Il P. Frejek è attualmente segretario dell'Assistenza dell'Europa Centrale e Orientale presso la Curia Generalizia.


    DALLE PROVINCE

    AUSTRALIA: Jesuit Mission Australia fornisce aiuti al Vietnam devastato dalle alluvioni

    Jesuit Mission Australia sta lavorando in collaborazione con i gruppi della Chiesa Cattolica locale per fornire risposte immediate alle famiglie colpite dalle pesanti alluvioni nel Vietnam centrale. Più di 600.000 persone sono state direttamente colpite dalle alluvioni, e si stima che 100.000 abitazioni siano completamente sommerse. Le piogge torrenziali sono iniziate il 13 ottobre, causando alcune delle peggiori alluvioni mai verificatesi nelle province di Quang Tri, Quang Binh e Ha Tinh. Si pensa che l'acqua scaricata da due grosse dighe il giorno seguente, senza che le comunità già alle prese con le pesanti piogge fossero opportunamente avvisate, abbia aggravato la situazione.

     

    CANADA: Impegno nel disinvestimento dal combustibile fossile

    Sette organizzazioni cattoliche da ogni parte del mondo, tra cui i gesuiti del Canada, hanno annunciato la loro decisione di disinvestire dal combustibile fossile nella Festa di San Francesco d'Assisi, con il più grande annuncio di disinvestimento da parte di organizzazioni religiose. Quest'ultimo impegno per il disinvestimento evidenzia il momento di crescita verso la realizzazione pratica dello spirito della Laudato Si', in cui il Papa avverte dei pericoli del cambiamento climatico e sostiene che "la tecnologia basata sui combustibili fossili, molto inquinanti - specie il carbone, ma anche il petrolio e, in misura minore, il gas -, deve essere sostituita progressivamente e senza indugio". Per saperne di più... (in inglese)

     

    HAITI: Una risposta alle vittime dell'uragano Matthieu

    Il 3 e il 4 ottobre 2016, l'uragano Matthieu, di categoria 4, ha causato danni incalcolabili in diversi dipartimenti di Haiti. Si parla di oltre 1.250 vittime (persone morte o scomparse), migliaia di sfollati, e più di mezzo milione di persone senza più un tetto. La maggior parte dei raccolti sono andati distrutti. I gesuiti di Haiti stanno offrendo i loro servizi alle vittime di questa gravissima crisi umanitaria e chiedono la nostra solidarietà. Per saperne di più... (in spagnolo)

     

    SIRIA: Il personale del JRS unito nel servizio agli sfollati

    Sono ormai sei anni che le notizie della guerra in Siria occupano le prime pagine dei quotidiani di tutto il mondo. Le violenze hanno provocato migliaia di morti e feriti, e i senzatetto si contano a milioni: sono per la maggior parte persone sfollate all'interno della stessa Siria o costrette a cercare asilo in qualche paese straniero. Molte città e centri abitati della Siria sono ridotti in macerie oltre ogni immaginazione.

    Di fronte a tanto odio e violenza, dolore e sofferenza, numerosi cittadini si sono adoperati senza clamore e con eroismo al servizio dei loro fratelli e sorelle meno fortunati. Tra questi, il personale del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati Siria. A dispetto di ogni difficoltà, servono e accompagnano le persone più colpite, difendendole e tutelandone i diritti fondamentali. Per saperne di più...