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    Archivio: newsletters successive a marzo 2009


    Vol. XIX, No. 01 16 gennaio 2015

    PADRE GENERALE

    Lettera del P. Generale sull'Apostolato della Preghiera. In data 3 gennaio 2015 il Padre Generale ha scritto una lettera a tutta la Compagnia dal titolo: Su come ri-creare l'Apostolato della Preghiera. "Mentre in questa stagione celebriamo il Natale del Signore, non posso non ricordare che la nostra vita personale e apostolica dipende molto dall'importanza che diamo alla nostra preghiera, che dovrebbe essere focalizzata sulla nostra missione e sul contatto diretto con il mondo che ci circonda. Papa Francesco lo ribadisce in molti modi a tutti i fedeli e lo fa in maniera particolarmente diretta a noi nella Compagnia. In diversi incontri personali che ho avuto con lui, ha esortato con fervore che noi perseverassimo nella preghiera come la risorsa più preziosa per la nostra missione apostolica e il nostro benessere personale. Incoraggiato da questo consiglio del Papa, voglio ricordarvi oggi, nella festa titolare del Santo Nome di Gesù, l'impegno della Compagnia per l'Apostolato della Preghiera. Come ben sapete, questo movimento di preghiera ecclesiale nacque in seno alla Compagnia 170 anni fa, e fin da subito si connotò per un profondo senso missionario e un'intima unione alla preghiera per le intenzioni del Papa. Col passare degli anni, i Papi hanno confermato la Compagnia in questo servizio ecclesiale che cerca di promuovere la preghiera come un'attività apostolica dei fedeli". E continua: "Nel tentativo di recuperare l'originaria ricchezza della devozione, alcuni anni fa ho proposto ai responsabili dell'Apostolato della Preghiera di intraprendere un processo di rinnovamento di questo servizio ecclesiale". Dopo aver parlato del lavoro di questi ultimi anni per questo rinnovamento, P. Generale sottolinea che: "Sono consapevole del fatto che ricreare l'Apostolato della Preghiera sarà un processo lungo, che richiederà inevitabilmente una conversione personale da parte di tutti quelli di noi che vi sono coinvolti. La sua grande forza è che si sforza di fornire alle persone una maniera semplice, efficace, e aggiornata di offrire tutta la loro vita al Signore da una prospettiva missionaria ed apostolica. Esorto tutta la Compagnia ad abbracciare con entusiasmo questa proposta e metterla in pratica con dedizione. Il suo scopo è creare una rete globale di preghiera per i bisogni della Chiesa e del mondo". La lettera termina con alcune raccomandazioni ai Superiori Maggiori.

     

    Visita in Asia. Dal 13 al 16 gennaio il Padre Generale ha fatto visita alla Provincia di Cina. Ha cominciato da Hong Kong (13 e 14 gennaio) dove ha incontrato i gesuiti di Hong Kong e Macao, come pure i collaboratori, l'arcivescovo e il Nunzio Apostolico. Il 15 e il 16 gennaio Padre Generale incontrerà a Taipei i gesuiti e i loro collaboratori. Dal 17 al 25 sarà ad Ho Chi Minh City, in Vietnam. Nei primi due giorni della sua visita in questo paese parteciperà alla chiusura delle celebrazioni dei 400 anni dell'arrivo dei gesuiti in Vietnam, riceverà gli ultimi voti di un buon gruppo di giovani gesuiti vietnamiti e concelebrerà la messa di chiusura dell'anniversario. Dal 19 al 24 Padre Nicolás prenderà parte all'Assemblea dei Superiori Maggiori della Conferenza dell'Asia-Pacifico (JCAP). Tra i temi in discussione durante l'Assemblea, la revisione del Piano Apostolico della Conferenza per i prossimi cinque anni e la preparazione della Congregazione Generale 36 saranno certamente i più importanti.


    DALLA CURIA

    La morte del Padre Giuseppe Pittau. Dopo una vita spesa al servizio della Chiesa e della Compagnia di Gesù, il 26 dicembre è deceduto a Tokyo, a 86 anni di età, l'arcivescovo mons. Giuseppe Pittau S.J. In un telegramma inviato al Padre Generale, P. Adolfo Nicolás, Papa Francesco lo ha definito "un esemplare ministro di Dio vissuto per la causa del Vangelo" e ha ricordato "il suo generoso apostolato missionario in Giappone". In questo paese, infatti, il P. Pittau aveva speso 29 anni della sua attività sacerdotale prima di essere chiamato a Roma, e vi era ritornato nel 2003. Nato a Villacidro, in Sardegna, nel 1928, era entrato nella Compagnia di Gesù nel 1945 ed era stato ordinato sacerdote nel 1959. In Giappone era stato professore e rettore alla Sophia University di Tokyo e poi Provinciale dei gesuiti. Nel 1981 Giovanni Paolo II lo aveva nominato coadiutore di P. Paolo Dezza, delegato pontificio per la Compagnia di Gesù, dopo le dimissioni del Padre Arrupe per malattia. Rimase a Roma fino al 2003 con numerosi incarichi. Nel 1998 Giovanni Paolo II lo nominò vescovo e segretario della Congregazione per l'Educazione Cattolica. In un comunicato della Radio Vaticana P. Federico Lombardi lo ha definito un grande erede, nel nostro tempo, della tradizione dei gesuiti che hanno promosso l'inculturazione del Vangelo in Oriente. 


    DALLE PROVINCE

    BOLIVIA: Fe y Alegría forma 10.000 insegnanti

    Il Sistema di Miglioramento della Qualità dell'Educazione (SMCFyA) è una proposta internazionale del Movimento per l'Educazione Popolare di Fe y Alegría destinato a consolidare principi e valori negli studenti, per poter in questo modo ampliare le opportunità e le capacità dei settori più poveri. In Bolivia, il SMCFyA beneficia di circa 100 unità educative e arriva a 10.000 professori a livello nazionale, mentre l'impatto indiretto lo ricevono migliaia di famiglie e studenti dell'area rurale e urbana. La proposta consiste nell'accompagnamento dell'istituzione a tutti i partecipanti del processo educativo (padri e madri, studenti e professori/resse, membri della comunità) per motivare la pratica dei valori umani e cristiani, con la speranza di avere come risultato persone integre che possano operare cambiamenti intorno a loro. Dal 2005, anno in cui si è consolidata la riflessione e progettazione del programma, questo progetto è stato realizzato in tutta l'America Latina.

     

    CAMERUN: Una strada intitolata a Padre de Rosny

    La via Père de Rosny a Douala è un atto di riconoscenza dei camerunesi nei confronti di questo missionario che ha vissuto 45 anni tra loro. La via si trova in prossimità del Centro spirituale dei gesuiti di Bonamoussadi. Nel 1981, il gesuita francese Eric de Rosny, stabilitosi in Camerun nel 1957, ha pubblicato: Gli occhi della mia capra (Les yeux de ma chèvre), un'opera che ha segnato un'epoca e nella quale ha raccontato nei dettagli la sua iniziazione, durata cinque anni, in seno all'etnia douala presso un nganga, una sorta di stregone-guaritore che cura invocando gli spiriti. Ben presto P. Eric de Rosny si rese conto che "qualcosa" gli sfuggiva nei contatti con i bambini, anche in quelli che avevano ricevuto il battesimo e frequentavano il collegio cattolico dove insegnava inglese (in questo caso il collegio Liberman a Douala) ed ancor più con i loro genitori. Aveva posto questa lacuna sotto il termine generico di "cultura d'origine" fino al giorno in cui, incuriosito dai tamburi che sentiva la notte, si informò della loro origine. Gli risposero: "Sono gli stregoni". Nel 1970 cominciò la sua iniziazione, detta "apertura degli occhi", ovviamente degli occhi interiori, che permettono di vedere l'invisibile e di comunicare con dei poteri che si rivelano solo a coloro che sanno invocarli. In seguito partecipò a dei rituali, invocò degli spiriti, guarì dei malati, pratiche inusuali per un prete cattolico qual era lui, ma che, è necessario precisarlo, furono fatte in accordo con i suoi superiori.

     

    CENTRO AMERICA: "Natività è ospitalità"

    I difficili trascorsi dei migranti del Centro America e la necessità urgente di costruire aziende ospedaliere hanno ispirato la creazione di "Natività è ospitalità" da parte della Rete dei Gesuiti per i Migranti del Centro America (Red Jesuita con Migrantes Centroamérica) che è stata accolta con grande entusiasmo alla fine del 2013 e che ha riacquistato importanza durante le ultime festività natalizie. "Natività è ospitalità" è un'animazione digitale composta da 4 capitoli di 3 minuti ciascuno, che combina la ricerca interdisciplinare, l'uso delle nuove tecnologie e l'educazione popolare per dare vita a una campagna di sensibilizzazione che invita il pubblico ad assistere a diverse scene della migrazione forzata del Centro America. Il lavoro di un gruppo interdisciplinare, costituito dalla Rete dei Gesuiti per i Migranti, è stato ispirato da elementi del periodo natalizio, passaggi della Bibbia e testimonianze di migranti di tutto il Centro America, una miscela creativa che vuole promuovere una nuova sensibilità del Natale, in cui venga data la priorità a valori come la solidarietà e l'accoglienza. Con canzoni inedite e magnifiche interpretazioni si conducono gli spettatori a una maggiore conoscenza delle dolorose cause e conseguenze delle migrazioni. Tutto questo è possibile grazie a una conversazione tra le protagoniste, sempre piena di sfumature e sentimento. Si stima che più di 5 milioni di persone abbiano lasciato il paese in cui sono nati nel Centro America, il che equivale all'incirca al 12% della popolazione totale della regione.

     

    INDIA: Il Primo Ministro celebra il Natale con i gesuiti

    Il Primo Ministro del Bengala Occidentale, uno Stato dell'India con 90,32 milioni di abitanti con capitale Kolkata, la signora Mamata Banerjee, il 24 dicembre ha celebrato il Natale con i gesuiti, i professori e gli studenti del St. Xavier's College. Ha scoperto il presepio ed è stata presente al programma natalizio preparato dalla Xaverian Academy of Dance and Music nell'Auditorium del collegio. In tutto si è fermata circa due ore. Il preside, P. Felix Raj S.J., ha ricordato il documento di due anni fa con cui il Primo Ministro ha concesso 16,64 acri di terreno a Rajarhat, per il secondo campus del Collegio. Mamata, membro aggiunto dell'associazione degli ex-alunni del St. Xavier, ha detto: "Desidero avere un centro educativo nel nostro Stato e voglio che il St. Xavier ne tracci il cammino... Qualunque cosa di cui abbiate bisogno ve la darò". P. Felix Raj ha dato a Mamata una piccola statua della Sacra Famiglia e lei ha promesso di tenerla sul suo tavolo di lavoro.

     

    SPAGNA: "Non potranno trattenere la primavera"

    I centri Cristianisme i Justícia e entreParéntesis presentano un documento con le loro riflessioni di fine anno, con le preoccupazioni e le speranze che ci lascia il 2014. Seguendo le quattro stagioni, questo documento tratta questioni ecclesiali, economiche, politiche e internazionali. Come segnali di allerta, il testo ricorda che la crisi ha colpito i redditi più bassi e mette in guardia contro la minaccia che costituisce la disuguaglianza per la coesione sociale. Accerta inoltre alcuni sintomi dell'esaurimento del modello politico costruito nella transizione democratica e denuncia l'abbandono dell'Africa, che si rende nuovamente evidente a causa dell'epidemia di ebola, così come l'incapacità dell'Occidente nei confronti della crisi aperta dallo Stato Islamico. Allo stesso tempo si vedono segni di speranza nel processo di rinnovamento iniziato dal Papa Francesco nella Chiesa, l'incursione di iniziative di economia sociale e cooperativismo o le proposte di rigenerazione politica provenienti dalla società civile. Prima di tutto questo, gli autori del documento, citando il Papa Francesco, fanno appello alla dignità della persona umana e al bene comune, e soprattutto a coloro che non vogliono rinunciare ai loro privilegi. Il documento conclude: "Crediamo che il Signore della storia, attraverso questi avvenimenti, con i suoi fallimenti e successi, continui a portare avanti la sua storia di salvezza per tutta l'umanità. Con questa convinzione, vogliamo terminare facendo nostre le parole del Papa Francesco al numero 218 dell'esortazione apostolica Evangelii Gaudium: 'La dignità della persona umana e il bene comune stanno al di sopra della tranquillità di alcuni che non vogliono rinunciare ai loro privilegi. Quando questi valori vengono colpiti, è necessaria una voce profetica'. Sono parole che illuminano la nostra realtà, rendono più chiara la nostra analisi, rafforzano le nostre opzioni e stimolano il nostro impegno in quest'anno 2015". Maggiori informazioni su: www.cristianismeijusticia.net.

     

    SPAGNA: Documento su Giustizia e Solidarietà

    Nella sede di Entreculturas di Madrid si è riunita a dicembre per la prima volta una commissione intersettoriale della Provincia per approfondire l'elaborazione di un documento che aiuti a trovare nuove prospettive e interrogativi in materia di giustizia e solidarietà per la trasformazione sociale del mondo. Questo documento si rivolgerà principalmente a opere e persone dell'ambiente ignaziano e in un secondo momento alla società in generale. Ed avrà diverse applicazioni pratiche in ogni settore. Inoltre verrà accompagnato da una campagna di sensibilizzazione sul concetto di solidarietà come bene comune. La commissione ha fatto passi avanti nel contenuto e nella metodologia di compilazione di questo documento che sarà elaborato da un gruppo di esperti nel corso del 2015 e che cercherà di vedere come la nostra visione di Fede e Giustizia debba essere maggiormente presente nelle nostre opere per poter avere un migliore influsso anche all'esterno, cambiare il mondo, renderlo più umano e dare dignità alle persone, sapendo che la solidarietà e la giustizia devono trasformare noi stessi per primi, per poi servire a costruire insieme il bene comune.

     

    SUD SUDAN: educazione e ospitalità per i rifugiati

    Durante una visita alla regione del Sud Sudan, ancora in conflitto, mons. Daniel Adwok, vescovo ausiliare dell'arcidiocesi di Khartum, ha sottolineato l'importanza dell'educazione e dell'ospitalità per i rifugiati che vivono nel confinante distretto di Maban (Alto Nilo). Nella sua prima visita in più di quattro anni, mons. Adwok ha trascorso alcune impegnative giornate di incontri con funzionari pubblici, rappresentanti delle parrocchie e rifugiati. Sia i rifugiati che i membri delle comunità che li ospitavano lo hanno accolto con entusiasmo. "Oggi siete qui, in questa terra, in esilio, ma la popolazione di Maban ricorda che non molto tempo fa era anche lei costretta a fuggire verso il Nord o in Etiopia in cerca di un posto più sicuro. Perciò la vera ospitalità è molto importante," ha detto il vescovo a un gruppo di rifugiati e rappresentanti delle parrocchie. Prima della separazione dal Sudan, la popolazione di Maban è stata ospitata oltre confine. I ruoli si sono invertiti, ora è Maban a ospitare più di 130.000 rifugiati provenienti dallo Stato del Nilo Azzurro in Sudan. Mons. Adwok, che ha visitato vari progetti del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS), ha sottolineato l'importanza di andare incontro alle esigenze tanto dei rifugiati quanto delle comunità che li ospitano e ha incoraggiato l'accoglienza. Per saperne di più: http://www.jrs.net


    GESUITICA

    Seminario di formazione per i Soci dei Provinciali. Dal 29 giugno al 4 luglio 2015 è previsto, presso la Curia Generalizia di Roma, un Seminario di Formazione per i Soci dei Provinciali. Sono invitati i Soci delle due Assistenze dell'America Latina, dell'Assistenza dell'Europa Meridionale e coloro che hanno una buona padronanza della lingua spagnola, portoghese o italiana. Sarà un'eccellente occasione per un aggiornamento dei compiti di questa missione, per quel che si riferisce alla corrispondenza con la Curia Generalizia e la gestione degli Archivi di Provincia, tenendo in considerazione la nuova edizione di Practica Quaedam. Responsabile della conduzione del seminario saranno il Segretario della Compagnia e il P. Benjamín Crespo, Segretario Regionale delle due Assistenze dell'America Latina. I Provinciali che desiderano che il proprio Socio partecipi al seminario sono pregati di contattare, via e-mail, il P. Crespo: alm-s@sjcuria.org

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