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    Archivio: newsletters successive a marzo 2009


    Vol. XVIII, No. 25 20 novembre 2014

    PADRE GENERALE

    Nuova Provincia del Brasile. Dal 14 al 17 novembre il Padre Generale si è recato in Brasile per erigere la nuova Provincia. La cerimonia principale ha avuto luogo domenica 16 nel Centro Juan XXIII di Rio de Janeiro dove, alla presenza di gesuiti e laici invitati, il Padre Generale ha tenuto il suo discorso. Dopo di che, nello stesso luogo, si è tenuta l'eucaristia concelebrata e presieduta dal P. Nicolás. Al termine è stato letto il decreto di creazione della nuova Provincia e della nomina del nuovo Provinciale del Brasile nella persona del P. João Renato. Il giorno precedente, sabato 15 novembre, il Padre Generale ha visitato la città di São Paulo dove nel "Patio do Colegio", oggi sede del Museo Padre Anchieta, ha incontrato i gesuiti e i loro collaboratori. La stessa sera ha fatto visita al Centro Sociale ed Educativo Santa Fé, dove si è incontrato con gli educatori e i bambini delle opere gestite dalla Compagnia nella zona. 

    DALLE PROVINCE

    AFRICA-EUROPA: Collaborazione

    Al recente incontro dei Provinciali d'Europa a Lviv, in Ucraina, era presente anche il P. Mike Lewis, presidente del JESAM, la Conferenza dei Gesuiti dell'Africa e del Madagascar. In quell'occasione egli ha parlato delle sfide che l'Africa e il Madagascar devono oggi affrontare. I Provinciali europei, in questa occasione, hanno approvato un finanziamento per i prossimi cinque anni al Jesuit Historical Institute, con sede a Nairobi. "Il Padre Generale, ha detto Padre Lewis, ha voluto che una parte dell'Istituto Storico di Roma si trasferisse in Africa perché la storia dell'Africa sia letta e scritta con occhi africani. Con il passare degli anni esso diventerà un importante centro di ricerca per la Compagnia di Gesù in Africa e nel mondo intero. Apprezziamo molto il sostegno dell'Europa per questo nuovo passo in avanti nello studiare la nostra storia e dare vita a questo Istituto". Il P. John Dardis, presidente della Conferenza dei gesuiti europei, ha aggiunto: "La storia dell'Europa e dell'Africa sono interconnesse ed è giusto, quindi, sostenere finanziariamente questo progetto almeno nei suoi primi passi". La "Commissione Mista" delle due Conferenze si è incontrata il 16 ottobre, subito prima dell'incontro di Lviv, per esaminare il progetto comune a Malta per l'assistenza pastorale ai profughi e richiedenti asilo. Un gesuita europeo, P. Vyacheslav Okun (Ucraina) ha cominciato il suo servizio a Malta insieme a Dieudonné Mampasi, dell'Africa Centrale. Il JESAM ha invitato i Provinciali europei a visitare l'Africa nel 2015 per capire meglio lo sviluppo di questo continente.

     

    AMERICA LATINA: Messaggio della CPAL

    La 29ª Assemblea della CPAL si è tenuta dal 28 ottobre al 1 novembre presso la Casa di Esercizi Juan XXIII di Santa Cruz de la Sierra, in Bolivia, con la partecipazione dei Superiori Maggiori dell'America Latina e dei Caraibi. Nel messaggio finale "ai nostri compagni gesuiti e ai laici/che delle nostre opere" tra le altre cose leggiamo: "Un aspetto importante del nostro incontro è stato di poter pregare e celebrare l'Eucaristia come comunità di Provinciali. La nostra esperienza di sentirci profondamente uniti a Dio ci ha aiutato ad avanzare nel discernimento di tutti i problemi   e progetti della CPAL. Per tutte le nostre attività ci affidiamo alla vita e all'opera dei gesuiti e dei laici/che delle nostre Province. Il nostro cameratismo e fraternità ci hanno permesso di guardare con speranza al futuro della comune missione universale in questo continente così pieno di sfide ed opportunità. Da questo amato paese della Bolivia, invitiamo tutte le nostre comunità di gesuiti a celebrare e vivere l'anno della vita consacrata, che inizia nel giorno della festa di Cristo Re del 2014 e terminerà il 2 febbraio 2016, come un momento di grazia nel Signore e come una splendida occasione per rinnovare la nostra vita come religiosi; questo ci permetterà di crescere nel nostro impegno di fede e giustizia, per continuare ad essere un dono di Dio per il nostro continente latinoamericano".

     

    ASIA MERIDIONALE: La riunione di Kohima

    La JCSA (Conferenza dei Gesuiti dell'Asia Meridionale) si è riunita a Phesama (Kohima), nel Nagaland, dal 27 Ottobre al 1° novembre. Durante la celebrazione eucaristica di apertura il P. Edward Mudavassery ha passato il testimone al nuovo presidente, il P. George Pattery, alla presenza del P. Lisbert D'Souza e P. Daniel Huang, consiglieri del Padre Generale, la cui assenza, a causa di un'indisposizione di salute, si è fatta sentire. La Conferenza si è aperta con una riflessione su: Recognizing the Kairos moment in South Asia ("Cogliere il momento propizio in Asia Meridionale"). Tra i temi all'ordine del giorno figuravano: la ristrutturazione per una missione più efficace, i ministeri di frontiera e la formazione. Nel comunicato finale leggiamo, tra l'altro: "Noi, membri della JCSA, dopo molta condivisione, discussioni e discernimento, e ispirati da una viva esperienza dello Spirito al lavoro tra noi, desideriamo dare una generosa e coraggiosa risposta all'invito del Padre Generale riguardo alla ristrutturazione della JCSA. Riconosciamo il kairos nella Chiesa nello stile e nel ministero di Papa Francesco, nella gioia pasquale sperimentata dai nostri compagni nelle celebrazioni del bicentenario della ricostituzione della Compagnia e nell'imminente convocazione della 36ma Congregazione Generale. Siamo contenti di aver completato il primo livello di ristrutturazione riflettendo sui nostri ministeri, sulle nostre risorse e sulle sfide a livello di Province. A questo punto lo Spirito ci spinge e ci guida verso il livello seguente della ristrutturazione dell'Assistenza dell'Asia Meridionale come un solo corpo. Invitiamo tutti i membri dell'Assistenza a riconoscere e riscoprire, nella pratica, che la nostra vocazione di gesuiti è per la Compagnia universale. Siamo entrati nella Compagnia di Gesù per essere disponibili ad essere inviati in missione dovunque". 

     

    EL SALVADOR: I martiri dell'UCA

    Il 16 novembre si sono compiuti 25 anni dal massacro dell'UCA (Università Centroamericana), cioè l'uccisione di sei gesuiti, di cui cinque spagnoli, una dipendente dell'università e sua figlia. Ignacio Ellacuría era il più conosciuto dei sei: filosofo e teologo, fu rettore dell'università dei gesuiti a San Salvador dal 1979 fino al momento della sua morte, all'età di 59 anni. Determinato a trovare una soluzione negoziata alla guerra civile, il suo impegno e la difesa dei deboli lo resero una persona scomoda per il regime militare che governava il Salvador a quel tempo. Tutti gli altri gesuiti assassinati erano un modello di impegno in settori come i diritti umani, l'assistenza ai rifugiati, il sostegno alle comunità e l'educazione dei poveri. Le vittime dell'UCA divennero il simbolo di una moltitudine anonima di vittime - 80.000 in Salvador durante gli anni '80 - e l'esempio di una forma di essere Chiesa impegnata per la pace e la giustizia. Dopo il Concilio Vaticano II, sotto la guida del Padre Generale Pedro Arrupe, la Compagnia di Gesù adeguò la sua missione affermando che tra la fede e la promozione della giustizia esiste un legame inseparabile. Ciò portò i gesuiti di tutto il mondo a schierarsi a fianco delle vittime e a denunciare le strutture ingiuste che le generano. Il massacro dell'UCA confermò ciò che la 32ma Congregazione Generale della Compagnia aveva coerentemente previsto: "Non lavoreremo per la promozione della giustizia senza pagarne il prezzo" (D. 4.46).

     

    FILIPPINE: Educazione e impegno sociale

    Recentemente gli studenti di sei università asiatiche della Compagnia hanno dedicato tre settimane a dialogare e lavorare con la comunità Xavier Ecoville, nata dal disastro causato nel 2011 dal ciclone tropicale Sendong (Washi). Dopo di esso, la Xavier University (Cagayan de Oro), insieme all'amministrazione cittadina, ha gestito il trasferimento e il reinserimento delle famiglie colpite su un terreno donato dalla stessa università. Sono circa 600 i nuclei familiari che risiedono a Xavier Ecoville e parte del programma di reinserimento è fornire loro l'opportunità di ricostruire la propria vita. I 23 studenti e gli 11 insegnanti che hanno partecipato al programma organizzato dalla Association of Jesuit Colleges and Universities in Asia Pacific (AJCU-AP) e ospitato dalla Xavier University, provenivano dalla Sogang University della Corea del Sud; dalla Sophia University del Giappone; dalla Sanata Dharma University dell'Indonesia; dalle università Ateneo de Davao, Ateneo de Naga e Ateneo de Zamboanga delle Filippine. Ricorrendo quest'anno il 40° anniversario di "Uomini per gli altri", lo storico discorso del Padre Generale Pedro Arrupe sull'apostolato educativo dei gesuiti, il tema del programma è stato: "L'educazione ignaziana alle frontiere del maggior impegno della società".

     

    FRANCIA: La "Rete Giovanile Ignaziana"

    La RJI, Réseau Jeunesse Ignatien ("Rete Giovanile Ignaziana") della Francia è stata fondata nel 1984 per mettere insieme varie attività di ispirazione ignaziana per i giovani dai 17 ai 35 anni. In essa sono coinvolti non solo gesuiti, ma anche suore che si ispirano a S. Ignazio. Quest'anno la rete celebra i suoi 30 anni di vita. Per l'occasione è stata organizzata una manifestazione nel fine settimana del 25-26 ottobre. Chiamata Inigolib, ha riunito più di 250 giovani e 200 ex-membri della RJI. Tutti hanno partecipato a una dozzina di seminari per scoprire come Dio sia al lavoro nella nostra vita quotidiana. Tra gli altri c'è stato un seminario su "Cercare Dio nello sport" (un giro in bicicletta per Parigi con pause di riflessione spirituale), e "Aprirsi alla Parola" (una riflessione sulle culture attraverso la danza e la cucina indiane). Il sabato sera i giovani hanno potuto godersi uno spettacolo teatrale o partecipare a uno spuntino o a qualcosa di più spirituale con la preghiera in silenzio, confessione e adorazione eucaristica. Anche la domenica mattina ci sono state numerose attività e nel pomeriggio una gioiosa celebrazione eucaristica nella chiesa di S. Ignazio a Parigi. Eventi come questi danno visibilità alla Compagnia tra i giovani cattolici. La sfida è di mettere insieme giovani di appartenenze diverse: alcuni hanno una fede solida e cercano iniziative che li aiutino ad approfondirla; altri invece sono molto lontani dalla fede e hanno bisogno di attività più profane per trovarsi a loro agio. 

     

    INDIA: Forum dei Teologi Gesuiti dell'Asia Meridionale

    Il South Asian Jesuit Theologians' Colloquium convocato da P. Michael Amaladoss S.J., uno dei più eminenti teologi asiatici e segretario del JERES (Jesuits in Religious Studies) si è tenuto a Delhi dal 19 al 21 ottobre scorso. Vi hanno partecipato trentadue teologi che hanno discusso sulle sfide che i teologi gesuiti devono affrontare nella creazione di una comunità che pensi e viva in maniera teologica nell'Asia Meridionale, sensibile alle preoccupazioni globali e locali. I partecipanti hanno ritenuto che l'aspetto complessivo e sostanziale del loro percorso come teologi gesuiti sia la missione di facilitare i cristiani, come anche le persone di altre fedi e tradizioni religiose, ad apprezzare la loro fede. In altre parole cercare una teologia contestualizzata. Costruire ponti tra i popoli, le loro culture e le loro religioni è un altro degli elementi chiave emersi dallo scambio di idee. Il Vangelo trasforma le culture e arricchisce ogni credente nel suo pellegrinaggio verso Dio. Nella seconda giornata i teologi hanno identificato una serie di aree che richiedono l'attenzione dei teologi gesuiti dell'Asia Meridionale. La riflessione sulle sfide elencate e le risposte emerse hanno aperto la strada alla creazione del South Asian Jesuit Theologians' Forum (Forum dei Teologi Gesuiti dell'Asia Meridionale), una rete per interagire su temi di interesse comune riguardanti la nostra missione in Asia Meridionale e nel mondo intero. Nella terza giornata il P. Lisbert D'Souza, assistente generale, il P. Edward Mudavassery, già presidente della Conferenza dei Gesuiti dell'Asia Meridionale, e il P. Noel Sheth di Jnana Deepa Vidyapeeth, hanno sottolineato l'importanza di serie pubblicazioni di ricerca facendo notare che i gesuiti teologi indiani dovrebbero mostrare come si possa essere fedeli al Vangelo e allo stesso tempo allo Spirito di Dio che opera in altre religioni e culture.

     

    MYANMAR: Compagni delle popolazioni indigene

    Il recente incontro dei gesuiti impegnati nell'apostolato indigeno svoltosi in Myanmar, ha offerto ai partecipanti nuove opportunità per riflettere sui loro propri contesti. In Myanmar ci sono 135 gruppi etnici che costituiscono un terzo della popolazione totale del paese, che è di 56 milioni. L'incontro, della durata di cinque giorni, è iniziato con due giorni dedicati alla presentazioni dei vari argomenti, tendenze e sfide dell'ASEAN, Indigeni e Minoranze: la questione asiatica, la riconciliazione con la creazione, gli insegnamenti della Federazione delle Conferenze Episcopali Asiatiche (FABC) per migliorare la riflessione teologica in relazione con l'accompagnamento pastorale dei popoli indigeni della regione Asia-Pacifico. Ai 15 partecipanti, quattro laici, sette scolastici e quattro sacerdoti, sono stati proposti due viaggi di approfondimento che sono stati occasione di incontro personale con alcune comunità indigene e sfollati interni nella diocesi di Phekon. Al termine dell'incontro Philip Mang Lam, un giovane scolastico gesuita cinese, ha così espresso la sua opinione: "Anche se molta gente vede la vita in città come un miglior modo di vivere, credo che lo stile di vivere indigeno è ancora il modo migliore perché è in armonia con la natura, con il ciclo della vita".

     

    SPAGNA: Le sfide dell'educazione oggi

    Nell'ambito del SIPEI (Seminario Internazionale di Pedagogia e Spiritualità Ignaziana) convocato dal Segretariato per l'Educazione della Compagnia di Gesù, oltre 70 esperti nel campo dell'istruzione, provenienti da istituti educativi gesuiti di tutto il mondo, si sono ritrovati a Manresa dal 2 al 8 novembre per analizzare le sfide dell'educazione del secolo XXI. Scopo dell'incontro era promuovere una comune riflessione sulla missione educativa della Compagnia per contribuire al rinnovamento delle sue istituzioni in questo settore. L'iniziativa è parte del lavoro di rinnovamento didattico che i gesuiti stanno promuovendo nel contesto della creazione di una rete globale a livello mondiale. Il generale dei gesuiti, Padre Adolfo Nicolás, ha accolto con favore l'iniziativa e l'opportunità di dialogo tra la pedagogia e la spiritualità. In un video-messaggio ai partecipanti ha ricordato che "L'educazione va oltre quello che facciamo nelle scuole".  L'organizzazione di questo incontro è scaturita dal Colloquio Internazionale sull'Educazione Secondaria della Compagnia di Gesù tenutosi a Boston nel 2012 nel quale si evidenziò sia l'importanza del lavoro in rete che la necessità di scommettere su una trasformazione dell'educazione che permetta di rispondere ai nuovi paradigmi. Secondo il maggior responsabile a livello internazionale dell'educazione della Compagnia di Gesù, il colombiano P. José Alberto Mesa, "i cambiamenti vertiginosi e l'evoluzione del secolo XXI pongono sfide profonde alle nostre istituzioni educative".

     

    USA: Premio a Padre Don Doll

    Durante una cena tenutasi ad Albuquerque, nel New Mexico, lo scorso 3 ottobre la Photographic Society of America, organizzazione mondiale con 6.000 membri, ha conferito al gesuita Padre Don Doll il suo più importante premio di fotogiornalismo. In mattinata P. Doll era stato il relatore principale con la presentazione di "A Call to Vision: A Jesuit's Perspective on the World", il suo ultimo libro pubblicato in occasione dei suoi 50 anni di carriera fotografica. Padre Doll, le cui foto sono apparse anche sulle pagine della rivista National Geographic, ha percorso il mondo "per raccontare le storie di chi non ha voce". Il suo apostolato ha avuto inizio nel 1960 nelle pianure del Sud Dakota tra i Lakota della riserva di Rosebud. E' entrato nella Compagnia di Gesù nel 1955dopo aver terminato il liceo. Dal 1969 è alla Creighton University di Omaha, dove è professore di giornalismo. Negli ultimi venti anni ha documentato il lavoro svolto dal Jesuit Refugee Service in circa 50 paesi tra cui India, Sri Lanka, Uganda, Sudan e Rwanda.

     

    VATICANO: Il Venerabile Padre John Sullivan

    Il 7 novembre Papa Francesco ha firmato il decreto ufficiale col quale si riconoscono le virtù eroiche del Servo di Dio Padre John Sullivan S.J. Era nato a Dublino l'8 maggio 1861. Il padre, il futuro Lord Chancellor d'Irlanda Sir Edward Sullivan, era protestante. La madre, Lady Bessie Josephine Sullivan, cattolica. Fu educato dal padre nella tradizione protestante. Frequentò la Portora Royal School, a Enniskillen, e più tardi il Trinity College a Dublino. Nel dicembre 1896 venne accolto nella Chiesa cattolica e circa quattro anni dopo entrò nella Compagnia di Gesù. La maggior parte della sua vita sacerdotale la trascorse al Clongowes Wood College nella contea di Kildare. Fin da subito si distinse per la notevole santità e si guadagnò la reputazione di persona santa. I malati e gli emarginati accorrevano a lui riponendo grande fiducia nelle sue preghiere. E continua ad essere così ancora oggi. Già durante la sua vita si diffuse la devozione per Padre Sullivan, proseguita dopo la sua morte avvenuta il 19 febbraio 1933. Molti credono che le sue preghiere hanno fatto entrare il potere salvifico di Dio nella loro vita. La sua tomba nella chiesa dei gesuiti in Gardiner Street, a Dublino, continua ad essere visitata da coloro che cercano il suo aiuto. La Chiesa d'Irlanda, di tradizione protestante, si unisce alla Chiesa cattolica nel celebrare questo santo sacerdote formatosi in entrambe le tradizioni.

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